Sui mutui più giovani c’è un passaggio di tasso da variabile a fisso o una rottamazione

Sui mutui più giovani c’è un passaggio di tasso da variabile a fisso o una rottamazione

Tra i dati dell’ultimo Barometro Crif spunta la nuova impennata surroghe. Un trend in via di consolidamento, spiega il direttore marketing di Crif Maurizio Liuti.

Ad Ottobre, secondo l’ultimo Barometro, si è registrata una vera e propria impennata delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (dati basati su vere e proprie istruttorie formali contribuite sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF), con un +18,4% rispetto allo stesso mese del 2018.

“Il dato sull’aumento delle surroghe è dedotto dal numero di contratti di mutuo che vengono chiusi in anticipo rispetto alla scadenza e riaperti dagli stessi contraenti nell’arco di tre mesi, – spiega Maurizio Liuti, direttore marketing di Crif. – Quindi, pur non rilevando direttamente le surroghe, capiamo qualcosa da questo tipo di dinamica. Quel che accade è quindi che negli ultimi mesi si è verificato un recupero di questo fenomeno, spinto anche dal costo del denaro e da tassi che a partire da agosto si sono abbassati rendendo competitivo il passaggio ad altre banche”.

Si parlava tempo fa dell’esaurimento della domanda di surroghe ma a quanto pare non è così. Surrogare conviene ancora? “In effetti la dinamica è sorprendente, – replica Liuti, – perché il numero fisiologico di surroghe da contratti precedenti era praticamente esaurito da tempo; quello che sta succedendo probabilmente sui mutui più giovani è un passaggio di tasso da variabile a fisso, oppure una rottamazione anche dopo poco tempo per sfruttare spread bancari più vantaggiosi”.

A sostegno del dato relativo all’andamento delle richieste di mutui e surroghe, dall’ultima rilevazione del Barometro CRIF emerge anche il dato relativo all’importo medio richiesto, che nel mese di ottobre si è attestato a 133.600 Euro, con un incremento del +4,2% rispetto al corrispondente mese del 2018. In termini assoluti si tratta del valore più elevato fatto registrare negli ultimi 7 anni dopo il picco del giugno 2012, quando la media dei mutui richiesti era risultata pari a 133.074 Euro.

Il mutuo ha quindi sempre più spazio nella vita degli italiani?“Direi di sì. La particolarità del momento è che, mentre in precedenza la quota di mutui in sofferenza era più importante, oggi, anche alla luce della ripresa del numero di compravendite (se non dei prezzi) la quota di acquisti di casa sostenuta da un mutuo è cresciuta a circa il 60%, mentre in momenti di maggiore crisi non superava il 40%. L’altro aspetto che conferma ciò è legato al valore molto alto dell’importo medio richiesto, il maggiore degli ultimi sette anni. Occorre risalire al 2012 per trovare livelli simili; la spiegazione può essere che il costo del denaro oggi è competitivo, le banche sono maggiormente disposte ad innalzare il loan to value. La tendenza è quella di privilegiare durate lunghe, oltre i 20 anni. Famiglie e consumatori tendono ad indebitarsi maggiormente grazie al costo della rata mensile che è davvero bassa grazie all’attuale situazione dei tassi”.

Cosa si può prevedere per il mercato dei mutui in futuro?”Siamo attendisti: fino alla scorsa rilevazione pensavamo che il rialzo delle surroghe fosse un semplice rimbalzo tecnico, oggi aspettiamo un maggiore consolidamento. Si tratta infatti di un trend che va avanti da pochi mesi ma la variazione è consistente quindi pensiamo alla possibilità di un consolidamento robusto del trend”.

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