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Imu Tasi seconda rata 2016, le risposte del Mef sulle aliquote

Si avvicina il 16 dicembre 2016, giorno in cui scade il termine ultimo per il pagamento del saldo Imu e Tasi. Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato le Faq relative, in particolar modo, alle aliquote per l’anno in corso.

Nel ricordare che il prossimo 16 dicembre scade il termine per il versamento della seconda rata dell’Imu e della Tasi per l’anno 2016, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha sottolineato che il versamento deve essere eseguito a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, sulla base delle delibere pubblicate alla data del 28 ottobre 2016 nel sito informatico www.finanze.it.

Di seguito alcune delle domande poste all’amministrazione finanziaria da contribuenti, operatori professionali, associazioni di categoria e soggetti che realizzano i software per il calcolo dei tributi, in merito alla corretta individuazione delle aliquote applicabili per il versamento della seconda rata dell’Imu e della Tasi per l’anno 2016 e le relative risposte fornite dal Mef.

1) Per il versamento della seconda rata dell’Imu e della Tasi, che scade il 16 dicembre 2016, quali delibere occorre prendere in considerazione ai fini della determinazione del tributo e dove possono essere reperite?

Il versamento della seconda rata dell’Imu e della Tasi deve essere effettuato sulla base delle delibere approvate dal comune per l’anno 2016 a condizione che:

– l’atto sia stato adottato entro il 30 aprile 2016 (ad eccezione dei comuni del Friuli Venezia Giulia, per i quali è stato stabilito al 30 giugno 2016 e poi ulteriormente differito al 31 luglio 2016 limitatamente ai comuni interessati dalle ultime elezioni amministrative);

– l’atto sia stato pubblicato sul sito internet www.finanze.it entro il 28 ottobre 2016;

– l’aliquota fissata per la singola fattispecie impositiva non sia stata aumentata rispetto a quella applicabile nell’anno 2015.

La verifica in ordine alla sussistenza di tali condizioni può essere agevolmente effettuata attraverso l’accesso allo stesso sito internet www.finanze.it. In particolare, nella pagina in cui è riportato per ciascun comune il risultato dell’interrogazione sulle delibere dell’Imu e della Tasi adottate per un determinato anno, viene visualizzata una tabella in cui sono indicate la data di adozione della delibera (Data documento) e la data di pubblicazione della stessa (Data pubblicazione). Ai fini della verifica circa la sussistenza di un eventuale aumento rispetto al 2015, è possibile, infine, nell’ambito della medesima interrogazione, confrontare le aliquote determinate per il 2016 e quelle vigenti nel 2015 attraverso la consultazione delle relative delibere.

2) Qualora non risulti alcuna delibera Imu e Tasi pubblicata per l’anno 2016 sul sito internet www.finanze.it, quali aliquote devono essere prese in considerazione ai fini del versamento del saldo?

In tal caso, il versamento del saldo deve essere effettuato sulla base delle aliquote vigenti nell’anno 2015, tenendo conto, ovviamente, delle novità introdotte dalla legge di stabilità 2016 in materia di abitazione principale, terreni agricoli e immobili in comodato e locati a canone concordato.

3) La delibera di determinazione delle aliquote Imu e Tasi pubblicata sul sito www.finanze.it è stata approvata dal comune oltre il termine del 30 aprile 2016. Deve essere considerata ai fini del versamento del saldo?

Poiché l’art. 1, comma 169, della legge n. 296 del 2006 prevede che, in caso di mancata approvazione delle aliquote entro il termine stabilito per l’adozione del bilancio di previsione – che per l’anno 2016 è stato fissato al 30 aprile 2016 – le stesse “si intendono prorogate di anno in anno”, deve ritenersi che il versamento debba essere effettuato tenendo conto delle aliquote vigenti nell’anno 2015. Sono, tuttavia, fatte salve le ipotesi di esercizio da parte del comune del potere di autotutela amministrativa volto all’eliminazione di un vizio di legittimità o alla correzione di un errore materiale, oltre alle fattispecie espressamente previste dalla legge, quali il dissesto finanziario e la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Nell’applicare le aliquote vigenti per il 2015, occorre, ovviamente, tener conto delle  novità introdotte dalla legge di stabilità 2016, per le quali si rinvia alla Faq n. 2). Si richiama, infine, quanto precisato alla Faq n. 1) in ordine ai diversi termini fissati per l’approvazione del bilancio di previsione per i comuni del Friuli Venezia Giulia.

Nota Omi, le città con il maggior numero di compravendite nel III trimestre 2016

Genova (+25%), Milano (+23,9%), Bologna (+21,5%) e Torino (+20,4%) sono le città al top del mercato delle abitazioni secondo la Nota trimestrale dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate relativa al terzo trimestre 2016.

Nel complesso, la nota ha evidenziato la tendenza al rialzo del mercato immobiliare italiano, che nel terzo trimestre 2016 registra un incremento del 17,8%, con il residenziale che segna un aumento del 17,4%.

Per quanto riguarda le grandi città, Genova ha registrato il maggior incremento, con una crescita pari al 25%; seguono Milano (+23,9%), Bologna (+21,5%), Torino (+20,4%) e Firenze (+13,3%). Una crescita più contenuta caratterizza, invece, il mercato residenziale di Napoli (+2,4%), Palermo (+5,8%) e Roma (+8,9%).

Secondo quanto emerso dalla nota, nel terzo trimestre 2016, il mercato delle abitazioni continua a crescere in tutte le aree del Paese, grazie soprattutto al permanere dei tassi di interesse sui mutui particolarmente bassi e al contesto economico nel suo complesso, anche se la crescita è generalmente rallentata rispetto al trimestre precedente.

Ancora una volta è il Nord che fa da traino, con un incremento pari al 22,3%, mentre il Centro e il Sud si assestano rispettivamente a +15,2% e +10%. Inoltre, in questo trimestre la crescita è stata superiore nei Comuni non capoluogo (+17,9%) rispetto ai capoluoghi (+16,4%).

I DATI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE – 05 DICEMBRE 2016 ORE 21:26 Mercato immobiliare: terzo trimestre 2016 in crescita

Il mercato immobiliare registra un trend positivo nel terzo trimestre 2016. Lo ha comunicato l’Agenzia delle Entrate che ha specificato come l’aumento si è avuto in tutte le aree del Paese, grazie sia al permanere dei tassi di interesse sui mutui particolarmente bassi e sia al contesto economico nel suo complesso, anche se in realtà la crescita è rallentata rispetto al trimestre precedente. Dal punto di vista territoriale i maggiori risultati di crescita sono stati conseguiti al nord, con capofila Genova.

L’Agenzia delle Entrate ha reso noto l’andamento del mercato immobiliare italiano, che nel terzo trimestre del 2016 ha registrato un incremento del 17,8%.
In particolare, il mercato delle abitazioni continua a crescere in tutte le aree del Paese, grazie soprattutto al permanere dei tassi di interesse sui mutui particolarmente bassi e al contesto economico nel suo complesso, anche se la crescita in linea generale rallentata rispetto al trimestre precedente.
La crescita si è registrata specialmente al Nord, con un incremento pari al 22,3%. Tra le grandi permane un deciso segno positivo per le compravendite di abitazioni. Nello specifico, Genova ha registrato il maggior incremento, con una crescita pari al 25%; seguono Milano, Bologna, Torino e Firenze.
Per quanto riguarda i settori non residenziali la tendenza al rialzo più significativa è quella che interessa il settore terziario, che raggiunge il 31,1%, ma anche gli altri settori migliorano notevolmente, con percentuali superiori al 20.
Un tendenziale rialzo si è avuto anche nel comparto commerciale e in quello produttivo (che comprende capannoni e industrie).
Continua l’azione degli agenti immobiliari contro la “concorrenza sleale” delle banche – Il Sole 24ore

In un articolo che compare sul quotidiano on line Il Sole 24 Ore – Casa 24 Plus  intitolato  Continua l’azione degli agenti immobiliari contro la “concorrenza sleale” delle banchesi fa il punto sul rapporto tra banche ed agenzie immobiliari e sull’iter parlamentare del DDL Concorrenza. Concorrenza sleale, conflitto di interessi e trasparenza a rischio nel mercato delle compravendite. Ma soprattutto mancanza di terzietà da parte del soggetto che fa mediazione, a scapito della tutela dei consumatori. Sono questi i “capi d`accusa” che gli agenti immobiliari muovono, con sempre maggiore preoccupazione, nei confronti dei colossi del credito – del calibro di Unicredit e Intesa Sanpaolo – che hanno fatto breccia nel mondo dell`intermediazione immobiliare.

La situazione è divenuta «insostenibile», secondo le associazioni dei mediatori, con il varo da parte del Governo, negli scorsi mesi – prima – del DI 59/2016 (convertito in legge il 3 luglio), che ha introdotto il cosiddetto “patto marciano”, che consente, per i finanziamenti alle imprese garantiti da bene immobile, che questo passi nella proprietà del creditore in caso di inadempimento del mutuatario protratto nel tempo; e – poi – del Dlgs 72/2016, che stabilisce la possibilità per le banche di vendere direttamente la casa (e qualunque immobile soggetto a ipoteca) senza l`obbligo di passare dall`asta giudiziaria, sempre in caso di ritardo prolungato nel saldare le rate da parte di chi ha chiesto un mutuo.

“I recenti decreti approvati dal Governo – spiega Paolo Righi, numero uno di Fiaip – permettono alle banche, tra l`altro, di diventare proprietarie dei beni immobili di chi è in ritardo con le rate del mutuo”. Considerando l`ingresso di alcuni istituti di credito nella mediazione immobiliare, continua, “a breve si creerà un oligopolio che permetterà ad alcune banche, che stanno spingendo per la disintermediazione, di concedere il mutuo, espropriare l`immobile di chi è in ritardo con i pagamenti, diventarne il proprietario e venderlo tramite la propria agenzia facendosi pagare la provvigione”.

Una situazione che si configura “come un chiaro conflitto di interessi – conclude Righi – e che ha portato alla presentazione in Senato di emendamenti bipartisan al Ddl concorrenza, poi bloccati dal Governo, per arginare questa deriva, che avviene, peraltro, nel silenzio più assoluto delle istituzioni di garanzia e vigilanza, come Antitrust (che ha rigettato un primo ricorso) e Banca d`Italia, interpellate con vari esposti già da più di un anno”.

 

Roma, 5 agosto 2016

Fonte: Ufficio Stampa

“Introduzione del fascicolo del fabbricato: nuova tassa occulta per i cittadini”

Righi e De Pasquale (Confassociazioni): “Introduzione del fascicolo del fabbricato: nuova tassa occulta per i cittadini”

“Il tentativo di introdurre il fascicolo del fabbricato, rilanciato da alcune categorie dopo il recente sisma, è lo specchio di un Paese che non riesce più a guardare alla realtà, ma pensa di risolvere i problemi introducendo nuovi adempimenti, che si tradurranno come sempre in nuove tasse per i cittadini .” Lo ha dichiarato Paolo Righi, Vice Presidente di CONFASSOCIAZIONI con delega alle Attività Immobiliari e Presidente Nazionale FIAIP.

“Inoltre le indagini diagnostiche per valutare la messa in sicurezza degli edifici privati - ha continuato Giovanni De Pasquale, Vice Presidente di CONFASSOCIAZIONI con delega al territorio e all'ambiente - hanno costi molto elevati e non hanno nulla a che vedere con il fascicolo o libretto che si vuole imporre”.

“E’ sconfortante sapere che la proposta di questo nuovo adempimento - ha proseguito Paolo Righi - è appoggiato anche da una parte del mondo politico, che non si rende conto che è invece necessario favorire la ristrutturazione del vetusto patrimonio edilizio Italiano introducendo la piena defiscalizzazione delle opere di ristrutturazione e adeguamento sismico”.

“Averlo inserito nell'articolato dello Statuto sul Lavoro Autonomo con una delega sussidiaria da parte del Governo ai professionisti iscritti agli ordini professionali dell’area tecnica - ha sostenuto De Pasquale, che è anche Presidente dell'ANAIP (Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari Professionisti) - rappresenta una futura tassa occulta sull'abitazione privata con gravi ricadute specialmente sull'utenza condominiale. Il Testo Unico Dgls 81/2008 sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro prevede già, nei fatti, uno strumento da aggiornare costantemente quale il DVR; basterebbe precisare con una Circolare ministeriale una migliore applicazione dello stesso per valutare i diversi rischi, tra cui quello sismico, esistenti negli edifici sia pubblici che privati”.

“E’ poi singolare notare che quelle categorie che appoggiano l’introduzione del fascicolo del fabbricato - ha concluso Righi - sono le stesse che in tutti questi anni hanno progettato quegli stessi edifici, di cui oggi dichiarano di non conoscere le modalità costruttive. Sono certo, comunque, che su questo tema la buona politica saprà comprendere e agire di conseguenza”.

 

Roma, 29 novembre 2016

Fonte: Ufficio Stampa