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CEDOLARE SECCA: DAL 2019 ESTESA ALL’AFFITTO DI IMMOBILI COMMERCIALI

Il regime fiscale agevolato con aliquota del 21% non sarà più limitato alle sole locazioni di natura abitativa. Si tratta di una delle novità introdotte dall’ultima Legge di Bilancio, che ha previsto l’estensione della cedolare secca anche ad alcune tipologie di immobili commerciali.

A chi si applica il regime alternativo
Sono confermate le limitazioni a cui tale agevolazione fiscale è vincolata. Esaminiamole nel dettaglio:

Oltre ai fabbricati accatastati nella categoria A (le abitazioni), possono usufruire della cedolare secca solo gli immobili C/1, quindi i negozi e le botteghe. Restano escluse le categorie C/2 (i magazzini) e C/3 (i laboratori per arti e mestieri).
La superficie dell’immobile non può essere superiore a 600 mq, pertinenze escluse.
Sono ammesse alla tassazione sostitutiva anche le relative pertinenze, purché locate congiuntamente all’immobile principale.
Il contratto di locazione deve essere stipulato nel 2019. Ma attenzione: non saranno ritenuti validi i contratti stipulati nell’anno 2019, qualora al 15 ottobre 2018 risulti già in essere un contratto non scaduto tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.
La locazione non dev’essere stipulata “nell’esercizio di un’attività di impresa, o di arti e professioni”. Che cosa significa? Come per l’affitto di un immobile adibito a residenza, l’opzione della cedolare secca è ammessa solo fra privati. Società semplici, imprenditori e lavoratori autonomi sono dunque esclusi dall’ambito applicativo.
Gli indubbi vantaggi fiscali sono, infine, soggetti a limitazioni: nel periodo in cui ha effetto l’opzione per la cedolare secca l’importo del canone di locazione non può essere modificato, nemmeno sulla base degli aggiornamenti Istat. Inoltre, determinate detrazioni (spese mediche, mutui, istruzione) non possono più essere godute o comunque solo in parte.

Previsioni mercato immobiliare 2019, Nomisma: la completa ripresa è ancora lontana

Crescita del numero di compravendite, lieve aumento dell’importo complessivo dei mutui erogati e stabilità dei prezzi. È questa l’istantanea che emerge dall’anticipazione del rapporto Nomisma sulle previsioni del mercato immobiliare per 2019 e 2020.

La ripresa, quindi, sembra ancora lontana dal completarsi nel breve periodo. Come ha spiegato l’amministratore delegato di Nomisma Luca Dondi: “La tendenza resta immutata, continuerà la lenta ripresa che va avanti dai minimi del 2013, quando si toccò il peggior dato a quota 389.696 compravendite”.

La previsione di Nomisma, riguardo le compravendite per il 2019, prevede di raggiungere quota 586.412, contro le 566.057 che erano state stimate per il 2018. Ma il dato, sempre secondo le anticipazioni del report, dovrebbe crescere ulteriormente nel 2020, quando si dovrebbe toccare quota 594.694 unità.

L’aumento delle compravendite è legato a doppia mandata alla crescita complessiva del numero dei mutui erogati. Una tendenza destinata a proseguire, secondo Dondi, per il quale si passerà “dagli attuali 48,454 miliardi di euro ai 49,523 del 2019 per poi calare lievemente a 49.450 nel 2020”.

Tendenza invariata anche per quanto concerne l’andamento dei prezzi. Il centro delle grandi città, Milano in testa, sottolinea l’Ad di Nomisma “continua a generare interesse ma i prezzi sono già abbastanza elevati”. Al contrario, “nelle aree di minor pregio e nei centri meno sviluppati i prezzi invece non potranno che essere in tensione a causa della scarsa domanda”.

Casa pignorata e messa all’asta, ecco come salvarla

Accordo, sospensione e riacquisto dell’immobile. Sono queste le tre strade da percorrere per salvare la casa pignorata e messa all’asta.

Come salvare la casa dal pignoramento, l’accordo
L’accordo con i creditori, anche quando la procedura è stata avviata, permettere di bloccare l’asta e salvare la casa pignorata. Non ci sono vincoli. Le parti sono libere di formalizzare gli impegni assunti in un documento scritto, il contratto di transazione, che pone fine alla lite tramite la parziale rinuncia alle reciproche pretese.

Di solito, si parla di saldo e stralcio (il debitore può pagare solo una parte del proprio debito, purché in una o al massimo tre rate) e di dilazione (il debitore può spalmare il proprio debito in più rate).

E’ in genere il debitore a formalizzare l’offerta di transazione per il tramite del suo avvocato o personalmente. Il creditore non è tenuto a rispondere. E, salvo diversi accordi, l’avvio di una trattativa non implica la sospensione della procedura. Nel caso in cui l’accordo si concretizzi, le parti firmano il contratto di transazione e al pagamento consegue l’abbandono della procedura esecutiva da parte del creditore.

Come salvare la casa dal pignoramento, la sospensione
Quando la casa viene pignorata va all’asta. Dopo ogni tentativo di vendita andato deserto il giudice può disporre una riduzione della base d’asta del 25%. Il codice di procedura civile stabilisce poi che quando più aste vanno deserte e il prezzo si abbassa tanto da non consentire la soddisfazione dei creditori, il giudice dispone la chiusura anticipata dell’esecuzione forzata. Di solito, affinché i giudici consentano la liberazione dell’immobile, è necessario scendere ad almeno un terzo del valore della casa rispetto alla perizia eseguita dal consulente.

Bisogna però ricordare che il decreto banche del 2016 ha introdotto un tetto massimo alle vendite giudiziarie: quattro, con la possibilità di decurtare fino a metà il prezzo di vendita. Dopo il tesso massimo stabilito, se la vendita all’asta non ha avuto successo, il pignoramento immobiliare si estingue.

Come salvare la casa dal pignoramento, il riacquisto
Il proprietario della casa pignorata non può presentare offerte di acquisto del proprio bene, ma il coniuge, i figli, i parenti più o meno prossimi o i conoscenti del soggetto esecutato possono presentare offerte di acquisto della casa pignorata, purché non risulti che essi agiscono per conto del debitore e nel suo stesso interesse.

Prezzi delle case ancora in calo: -0,3% a febbraio. Scopri il valore nella tua città

Prezzi delle abitazioni di seconda mano ancora in calo in Italia nel corso del mese di febbraio, con una flessione dello 0,3%, che fissa il prezzo medio a 1.806 euro/m2. Se si considera il dato di febbraio 2017 (1.888 euro/m2), il calo anno su anno è di 4,4 punti percentuali, secondo il marketplace immobiliare idealista.

Prezzi, compravendite e mutui: cosa sta accadendo e le prospettive per il 2018

I segnali di ripresa registrati nel mercato immobiliare italiano lasciano ben sperare per l’anno in corso. A sottolinearlo l’Ufficio Studi dei più grandi gruppi immobiliari italiani. Vediamo cosa sta succedendo sul fronte dei prezzi, delle compravendite e dei mutui e quali sono le prospettive per il 2018.

Compravendite
I primi dati positivi sono quelli diffusi dall’Agenzia delle Entrate che, nei primi nove mesi dello scorso anno, hanno registrato un aumento del 4,5% delle compravendite immobiliari a livello italiano. Un particolare dinamismo ha interessato soprattutto le grandi città, dove la ripresa sembra avviata in maniera più decisa a tal punto che in alcune realtà i prezzi sono già tornati in territorio positivo, come ad esempio: Milano, Bologna e Firenze.

Tempi di vendita
Altro indicatore positivo dello stato di salute del mercato arriva dai tempi di vendita che sono diminuiti portandosi mediamente intorno a 140 giorni, contraendosi di circa 20 giorni rispetto ad un anno fa. Questo è dovuto in particolare all’allineamento delle aspettative dei potenziali venditori rispetto agli attuali valori di mercato degli immobili, elemento che facilita l’incontro tra domanda ed offerta.

Prezzi e mutui
I fattori determinanti per la ripresa sono da ascriversi soprattutto al ribasso dei valori (diminuiti mediamente del 40% dall’inizio della crisi immobiliare) e ai mutui ora decisamente convenienti grazie ai tassi favorevoli.

Investimenti
A questi elementi occorre aggiungere anche il ritorno degli investitori che, attratti dai prezzi e dai rendimenti interessanti (4,9% annuo lordo) grazie alla ripresa dei canoni di locazione, stanno tornando ad investire sull’asset mattone.

Prospettive
Prospettive rosee per il 2018, anno in cui la ripresa dovrebbe essere effettiva con transazioni intorno a 570mila e una ripresa dei prezzi compresa tra 0% e +2%. Il traino positivo delle grandi città dovrebbe far sentire i suoi effetti anche sulle altre realtà, come i capoluoghi di provincia e l’hinterland delle metropoli, dove si ritiene che i prezzi possano restare ancora stabili.

Imu e Tasi abolite, ma non per tutti: chi continuerà a pagare e chi no

Si avvicina l’appuntamento con le tasse sulla casa: a versare il saldo del 18 dicembre di Imu e Tasi saranno i proprietari di prime case di lusso e di immobili diversi dall’abitazione principale. Vediamo quali sono le regole per il 2017, che dovranno essere utilizzate anche per il pagamento della seconda rata di quest’anno.

Tasi prima casa 2017

Non si paga la Tasi sulle case utilizzate dal proprietario come prima casa, secondo la definizione contenuta nel decreto Salva-Italia. Si tratta dell’immobilie nel quale il proprietario e il suo nucleo familiare vivono abitualmente e risiedono anagraficamente. Se i componenti del nucleo familiare risiedono in case diverse nello stesso Comune, solo una avrà l’esenzione, se sono in Comuni diversi, entrambi avranno l’esenzione. La casa deve essere iscritta come un’unica unità immobiliare

Esenzione pertinenze Tasi 2017

Esenti dal pagamento della Tasi anche le pertinenze dell’abitazione principale, sempre nei limiti fissati dal 2012. Vengono considerate pertinenze i box auto (categoria catastale c-6), le tettoie e i magazzini (c-7), locali di sgombero e cantine 8C/2), ma solo una pertinenza per ciascuna categoria catastale.

Imu case di lusso

L’esenzione non vale per le case di lusso, che continueranno a pagare l’Imu e la Tasi 2017. Le categorie catastali A1, A8 e A9 (ovvero case signorili, ville e castelli) continueranno a pagare l’Imu 2017, ma con un’aliquota agevolata al 4 per mille e una detrazione di 200 euro. Ma ci sono ville di lusso che sono esenti dal pagamento: si tratta delle villette inserite nella categoria catastale A7.

Tasi comodato uso gratuito

Riduzione del 50% della base imponibile dell’imposta per i proprietari che concedono ai figli un immobile in comodato gratuito. Sempre e quando si rispettino determinate condizioni.

Aliquota Imu canone concordato

La legge di stabilità 2016 ha previsto anche agevolazioni per le case date in affitto a canone concordato, che usufruiscono di una riduzione Imu del 25%.

Tasi coniugi separati

I separati e i divorziati la cui casa coniugale è stata assegnata all’ex da una sentenza di separazione o per annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio non dovranno pagare la Tasi. Stop, dunque, alle tasse sulla prima casa per i separati che lasciano l’abitazione all’ex coniuge.

Tasi inquilini

La Legge di Stabilità prevede l’abolizione della Tasi 2017 anche per gli inquilini che hanno scelto l’unità immobiliare come abitazione principale. Continueranno a pagarla gli studenti fuorisede o chi si sposta per lavoro senza spostare però la propria residenza. La quota abolita agli inquilini non si sposterà sui proprietari che continueranno a pagare una quota tra il 70 e il 90%.

Imu immobili invenduti

Gli immobili invenduti delle imprese costruttrici continueranno a pagare l’Imu, ma con un’aliquota agevola dell’1 per mille.

Imu e Tasi per i residenti all’estero

Anche i cittadini residenti all’estero dovranno pagare l’Imu e la Tasi, ad eccezione dei cittadini che percepiscono una pensione nel Paese di residenza, a condizione che l’immobile posseduto in Italia non sia locato o dato in comodato d’uso.

Imu e Tasi case inagibili e dimore storiche

I proprietari di immobili inagibili, inabitali e dimore storiche hanno diritto ad una riduzione del 50% della base imponibile di Imu e Tasi

Imu terreni agricoli 2017 e imbullonati

Dal 2017 è entrato in vigore l’esenzione dell’Imu per i terreni agricoli per i coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli professionali (IAP). La legge di Stabilità per il 2016 ha infatti cancellato la classificazione dell’Istat fra tra terreni montani, parzialmente montani o di pianura e rintroduce la vecchia classificazione dei terreni agricoli.

A partire dal primo gennaio 2016 le imprese hanno potuto escludere i macchinari imbullonati dal calcolo della rendita e quindi dalla base imponibile fiscale per il pagamento dell’Imu.

I prezzi delle case tornano a scendere: -0,3% a novembre (scopri i valori nella tua città)

Dopo la boccata d’ossigeno del mese di ottobre, i prezzi delle case di seconda mano fanno registrare una nuova flessione a novembre, pari allo 0,3%. Più che un vero e proprio calo, si tratta di una correzione che incrementa il saldo negativo su base annua, portandolo a 4,3 punti percentuali. In valore assoluto i prezzi solo calati dai 1.904 euro di media dello scorso anno agli attuali 1.823 euro al metro quadro.

Regioni

La maggior parte delle regioni rimane in trend negativo, con contrazioni più significative in Liguria (-1,6%) e Lombardia (-1%), nel resto delle aree le variazioni restano sotto la soglia dell’1 per cento. Otto le regioni in trend positivo con i rimbalzi di maggior rilievo in Basilicata (3%), Piemonte (1,5%) e Veneto (1%). Stabile la Campania rispetto al mese di ottobre.

La Liguria resta la macroarea più cara, con una media di 2.593 euro al metro quadro, seguita da Lazio (2.462 euro/m2) e Valle d’Aosta (2.444 euro/m2). Nonostante una leggera flessione, anche Trentino Alto Adige e Toscana conservano valori sopra i 2mila euro al metro quadro. All’opposto del ranking, le regioni più economiche sono Calabria (906 euro/m2), Molise (986 euro/m2) e Sicilia (1.141 euro/m2).

Province

Anche il quadro provinciale è dominato dal segno meno, con oltre la metà delle aree – 60 su 105 province rilevate in questo report – in calo. I ribassi più decisi a Crotone (-8,2%), Benevento (-6,7%) e Agrigento (-5,5%), mentre, all’opposto, le punte maggiori del mese si rilevano nelle province di Matera (6,6%), Trieste (4,3%) e Gorizia (4,2%).

Il ranking delle province più care vede primeggiare Savona (3.260 euro/m2) su Bolzano (3.141 euro/m2) e Imperia (2.744 euro/m2), mentre, nella parte bassa della scala dei valori immobiliari, stazionano Biella (650 euro/m2), Isernia e Caltanissetta entrambe con 801 euro al metro quadro.

Grandi città e capoluoghi

Tra i mercati cittadini c’è una leggera prevalenza di centri in segno positivo (53), su quelli in trend negativo (50). I centri di grandi e medie dimensioni si distinguono per una maggiore compattezza intorno ai valori mediani, mentre i piccoli centri sono soggetti a variazioni più ampie come testimoniano le performance negative di Crotone (-9,7%), Benevento (-8,6%) e Belluno (-5,8%) da un lato, e quelle positive di Chieti (7,6%) e Carbonia (5,8%) dall’altro.

All’insegna di una maggiore stabilità grandi mercati e capoluoghi di regione, come testimoniano le variazioni contenute di Napoli (-0,7%) e Roma (-0,4%) da un lato e Firenze e Bari dall’altra entrambe con un incremento dello 0,3%. Prezzi invariati a Bologna, a 2.678 euro al metro quadro.

Nella graduatoria dei prezzi, Venezia (4.362 euro/m²) è sempre la città più cara d’Italia, davanti a Firenze (3.398 euro/m²) e Bolzano (3.384 euro/m²). Nella parte bassa del ranking stilato dal centro studi idealista c’è sempre Biella, fanalino di coda con i suoi 727 euro al metro quadro, davanti a Caltanissetta (766 euro/m²) e Alessandria (845 euro/m²).

Il mercato immobiliare italiano verso la stabilità

I dati dell’osservatorio del centro studi di Immobiliare.it registrano, nel primo semestre del 2017, un calo dell’1,1% che rappresenta la variazione dei prezzi più contenuta degli ultimi 3 anni.

Per Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it: “La prima parte del 2017 ha confermato quello che ci aspettavamo dall’andamento del mercato immobiliare residenziale, con un aumento costante delle compravendite e prezzi delle abitazioni che lentamente si stanno avvicinando alla stabilità.”

Da giugno 2016 i prezzi sono scesi del 2,3%, ma rispetto a marzo 2017 il calo è stato di appena lo 0,6% e questo è indubbiamente un segnale di stabilità del mercato.

“Il ritorno di interesse da parte degli investitori del mattone verso l’Italia – prosegue Giordano – ha portato a un’accelerata della ripresa nelle città più ambite come Firenze, Milano, Venezia e Bologna, dove i costi per l’acquisto di abitazioni risultano già in crescita.”

Prezzi più alti a Centro e più bassi al Sud

Il prezzo medio delle abitazioni italiane si attesta a 1.900 euro al metro quadro (dati di Giugno 2017), con forti differenze tra le diverse aree del paese.

Il Centro resta la zona più cara. Qui i prezzi per l’acquisto di una casa sono di circa 2.300 euro al metro quadro, con un’oscillazione semestrale più ampia (-1,5%) rispetto alla media nazionale.

Al Sud, in questo primo semestre 2017, il calo dei prezzi è dell’1,4% e la cifra media richiesta per l’acquisto di un’abitazione è di 1.600 euro al metro quadro.

Al Nord invece la stabilità del mercato sembra essere più vicina, infatti i circa 1.900 euro al metro quadro, registrati in questa area del Paese, mostrano un calo di appena lo 0,7% nell’ultimo semestre e dello 0,4% negli ultimi tre mesi

Grandi Vs Piccoli centri.

La forbice dei prezzi tra i piccoli e i grandi centri resta molto ampia anche se spesso le variazioni sono simili. Infatti nelle città con più di 250mila abitanti il prezzo medio, a giugno 2017, è stato di 2.500 euro a metro quadro, contro i 1.600 dei centri più piccoli.
Negli ultimi sei mesi si è registrato un calo di questi due prezzi, rispettivamente -1,2% e -1,3%.

I capoluoghi di regione

Con un prezzo medio di 3400 euro a metro quadro, Firenze si conferma il capoluogo di regione più caro; così come accadde nel 2016, anche nella prima parte del 2017 i prezzi delle case fiorentine risultano in aumento (+0,6% su base semestrale). Al secondo posto la Capitale, dove la somma che mediamente viene richiesta per un immobile è di 3200 euro a metro quadro. A Roma però i prezzi per l’acquisto di un immobile sono ancora in calo: -1,9% in questi primi sei mesi del 2017 e -3,4% rispetto a giugno del 2016.
Con un +0,2% nei primi sei mesi del 2017, tornano a crescere i costi del residenziale a Milano, che si conferma al terzo posto tra i capoluoghi italiani. Qui il prezzo medio è di 3200 euro a metro quadro.

Il capoluogo di regione più economico invece è Catanzaro, dove un appartamento costa circa 1.100 euro al metro quadro (-0,6% in questo semestre).

Anche Campobasso si piazza tra i capoluoghi più economici, dove una casa costa 1.100 euro al metro quadro, cifra in calo dello 0,1% nel primo semestre 2017.

A sorpresa spunta Perugia che ha visto una decrescita dei prezzi del 3,3% e adesso è al terzo posto tra i capoluoghi di regione più economici. Nel capoluogo umbro, adesso, il costo medio è pari a 1.200 euro al metro quadro.

Vedremo dalle prossime rilevazioni se il trend verso la stabilità immobiliare del mercato italiano verrà confermato.

Agenzia delle Entrate: “Compravendite abitazioni su dell’8,6% nel I trim del 2017”

Nel primo trimestre del 2017 il mercato immobiliare italiano risulta ancora in crescita, con un +8,6% delle compravendite. A dirlo le statistiche relative alle compravendite immobiliari del periodo gennaio-marzo 2017, elaborate dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Nel dettaglio, nel primo trimestre di quest’anno le abitazioni compravendute sono state 122mila, quasi 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2016, con una crescita dell’8,6%. Seppure ridimensionato il tasso rispetto ai valori dei rialzi rilevati nel corso del 2016, anche superiori al 20% nei primi due trimestri, il numero di abitazioni scambiate in questo I trimestre del 2017 continua ad avvicinarsi ai livelli osservati, per trimestri omologhi, prima della ripida caduta del 2012. La serie storica del NTN dal 2004, destagionalizzata con media mobile su quattro trimestri, mostra il mercato delle abitazioni in recupero quasi ininterrotto dal 2014.

A mostrare un tasso di variazione più elevato, seppur riferito ad un più basso numero di scambi (circa 11mila abitazioni compravendute), sono state le isole, con un +11,9%. Nelle aree del nord, i rialzi sono stati vicini al 10%, prossimi all’8% al centro, mentre al sud gli scambi sono saliti del 5,1%.

Risulta in aumento del 9,8% la superficie complessiva delle abitazioni compravendute, segno di uno spostamento degli acquisti su abitazioni di maggiore dimensione. Infatti, la superficie media dell’abitazione compravenduta, che è pari a circa 105 m2, aumenta di un metro quadro. In assoluto, le abitazioni più scambiate sono state quelle con superficie superiore a 85 m2 (circa il 60%).

Gli scambi di cantine e soffitte (depositi pertinenziali) sono stati circa 13.700, in crescita, rispetto al primo trimestre 2016, del 17%, con una superficie media di 14,5 m2. Nelle otto principali città la percentuale di crescita è più elevata e pari a +25,3%. 72mila le compravendite di box e posti auto, in rialzo dell’8,7%, con una superficie media di 21 m2.

Manovra correttiva 2017: le novità per il settore immobiliare

Con il voto di fiducia alla Camera, arriva ormai alle battute finali la manovra correttiva alla legge finanziaria che dovrà arrivare alla conversione entro il 23 giugno 2017. Ecco tutte le novità che interessano il settore immobiliare.

Manovra correttiva 2017 detrazioni
Si modifica la disciplina in materia di cessione delle detrazioni spettanti per interventi di incremento dell’efficienza energetica nei condomìni. In particolare si estende fino al 31 dicembre 2021 la possibilità per i soggetti che si trovano nella no tax area (pensionati, dipendenti e autonomi) di cedere la detrazione fiscale loro spettante ai fornitori che hanno effettuato i lavori condominiali per l’incremento dell’efficienza energetica. Inoltre si prevede che la detrazione può essere ceduta anche ad altri soggetti privati (compresi istituti di credito e intermediari finanziari). La cessione è consentita purché le condizioni di incapienza sussistano nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese. I soggetti cessionari hanno titolo a godere di un credito d’imposta in misura pari alla detrazione ceduta, fruibile in dieci quote annuali di eguale importo. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Manovra correttiva pignoramenti
Con la modifica introdotta il Fisco potrà espropriare un immobile diverso dalla prima abitazione se il debitore possiede un patrimonio immobiliare complessivo del valore minimo di 120 mila euro.

Stabilizzazione della mediazione
Fine della fase di sperimentazione della mediazione in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medico-sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità nonché contratti assicurativi, bancari e finanziari. Dal 2018 sono posti a carico del Ministero della giustizia obblighi di relazione annuale alle Camere sui risultati prodotti dalla mediazione obbligatoria.

Detrazione fiscale per adeguamento sismico 2017
So provvede a disciplinare le relative detrazioni qualora gli interventi per la riduzione del sismico siano realizzati nei comuni inclusi nelle zone a rischio sismico 1 ai sensi della O.P.C.M. 3519/06, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove consentito dalle norme urbanistiche, da parte di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che provvedano alla successiva alienazione dell’immobile, entro diciotto mesi dalla data di termine dei lavori. spettano le detrazioni previste in caso di riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, rispettivamente nella misura del 75% e dell’85% del prezzo della singola unità immobiliare e, comunque, fino a 96.000 euro per singola unità immobiliare. I soggetti beneficiari possono optare per la cessione del credito alle medesime imprese che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito, con esclusione di cessione ad istituti di credito e intermediari finanziari. I commi da 2 a 4 recano disposizioni di carattere finanziario concernenti la copertura finanziaria della predetta disposizione.

Voucher lavori condominiali
Si introduce una nuova disciplina delle prestazioni di lavoro occasionale. Alle prestazioni di lavoro occasionali possono ricorrere le persone fisiche o altri utilizzatori. Per quanto concerne le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, possono ricorrere a prestazioni occasionali utilizzando il Libretto Famiglia, cioè un apposito libretto nominativo prefinanziato, acquistabile presso l’INPS o gli uffici postali, e utilizzabile per il pagamento delle prestazioni occasionali rese nell’ambito di: a) piccoli lavori domestici – inclusi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione -; b) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità.

Manovra correttiva 2017 affitti brevi
Dal primo giugno entrerà in vigore l’imposta speciale che prevede il pagamento della cedolare secca del 21% per tutti gli affitti brevi, inferiori ai 30 giorni, stipulati da persone fisiche direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online. La nuova imposta andrà a sostituire quella dell’Irpef e quella di registro che chi affitta è chiamato a pagare a fine anno con la dichiarazione dei redditi.