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Le tasse da pagare per l’acquisto di una casa da un privato o da un’impresa

Chi acquista un immobile adibito ad abitazione principale può usufruire di importanti agevolazioni fiscali. Ma cosa succede nel caso si compri una casa senza questi benefici? Che si dovrà corrispondere delle imposte che dipendono da diversi fattori e variano a seconda che il venditore sia un “privato” o un’impresa.

Tasse acquisto seconda casa 2017
Se il venditore è un’impresa, la regola generale è che la cessione è esente da Iva. In questo caso, quindi, l’acquirente dovrà pagare:

l’imposta di registro in misura proporzionale del 9%
l’imposta ipotecaria fissa di 50 euro
l’imposta catastale fissa di 50 euro.
Si applicherà invece l’Iva nei seguenti casi:

alle cessioni effettuate dalle imprese costruttrici o di ripristino dei fabbricati entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione o dell’intervento oppure anche dopo i 5 anni, se il venditore sceglie di assoggettare l’operazione a Iva (la scelta va espressa nell’atto di vendita o nel contratto preliminare)
alle cessioni di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali, per le quali il venditore sceglie di sottoporre l’operazione a Iva (anche in questo caso, la scelta va espressa nell’atto di vendita o nel contratto preliminare).
In questi casi, l’acquirente dovrà pagare:

l’Iva al 10% (per le cessioni e gli atti di costituzione di diritti reali di case di abitazione (anche in corso di costruzione) classificate o classificabili nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, qualora non sussistano i requisiti per fruire delle agevolazioni “prima casa”, ovvero l’Iva al 22% per le cessioni e gli atti di costituzione di diritti reali aventi a oggetto immobili classificati o classificabili nelle categorie A/1, A/8 e A/9
l’imposta di registro fissa di 200 euro
l’imposta ipotecaria fissa di 200 euro
l’imposta catastale fissa di 200 euro.
Se il venditore è un privato, l’acquirente dovrà pagare:

l’imposta di registro proporzionale del 9%
l’imposta ipotecaria fissa di 50 euro
l’imposta catastale fissa di 50 euro.
In ogni caso (acquisto da impresa o acquisto da privato), le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono versate dal notaio al momento della registrazione dell’atto.

Agenzia delle Entrate

Perché si sceglie di comprare o vendere in nuda proprieta’?

Quasi l’80% delle persone che acquistano un immobile in nuda proprietà pensa a un investimento a lungo termine, mentre poco più del 21% lo considera un’abitazionedove vivere in futuro o dove far abitare i propri figli. A dirlo è un’analisi del franchising Tecnocasa condotta sulle agenzie del gruppo.

Perché si compra in nuda proprietà

Il campione esaminato evidenzia che il 79,0% degli acquisti di questo tipo è finalizzato all’investimento a lungo termine e il 21,0% riguarda l’abitazione principale. Gli acquirenti hanno un’età compresa tra 35 e 54 anni nel 64,2% dei casi, mentre i proprietari hanno un’età superiore a 64 anni nel 77,5% dei casi.

Nel 2015 la percentuale di acquisti per investimento si attestava al 77,2%; mentre il confronto con il 2014 registra un aumento di ben 8,1 punti percentuali. Due anni fa la componente di acquisti per investimento si attestava infatti a 70,9%, a conferma di una costante crescita della percentuale di acquisti per investimento sulla nuda proprietà.

Perché si vende in nuda proprietà

L’analisi punta poi l’obiettivo sulle motivazioni che spingono i proprietari a vendere con la formula della nuda proprietà: la maggior parte dei venditori (85,2%) lo fa per reperire liquidità e quindi per mantenere un certo tenore di vita, oppure per far fronte ad esigenze legate all’avanzare dell’età e a volte per sostenere i figli nell’acquisto della casa; nel 12,3% dei casi si cerca di migliorare la propria qualità abitativa.

Emerge inoltre che le tipologie maggiormente scambiate con la formula della nuda proprietà sono i trilocali con il 30,7% delle preferenze a parimerito con i quattro locali, anch’essi scelti dal 30,7% degli acquirenti.

L’indagine effettuata sugli immobili presenti sul portale mostra che sono proposti circa 200 immobili con la formula della nuda proprietà (dati al 28.02.2017), con maggior concentrazione nel Lazio e a seguire nelle regioni Campania, Lombardia e Piemonte.Le tipologie in nuda proprietà sono costituite principalmente da appartamenti di due locali, tre e quattro locali, non mancano soluzioni indipendenti, come ville o porzioni di ville.

Mutui, le offerte per accendere un mutuo fino al 100% del valore dell’immobile

Chi vuole accendere un mutuo sfruttando delle condizioni favorevoli, prima di un possibile rialzo dei tassi, puo’ approfittare delle ultime offerte degli istituti di credito per l’acquisto di una prima casa. Se le banche aderiscono al Fondo di Garanzia prima casa o, se si posseggono determinati requisiti, è possibile ottenere un loan to value fino al 100%.

Vediamo quali sono le proposte più vantaggiose per chi vuole accendere un mutuo a marzo 2017

Il Gran Mutuo Casa Semplice di Cariparma – finanziamento assistito dalla garanzia statale del fondo prima casa per il 50% della quota capitale. E’ disponibile sia a tasso fisso che variabile e ha una durata da 5 a 30 anni. Vengono offerte due opzioni di flessibilità alternative: la sospensione temporanea del pagamento della quota capitale e una variazione sulla durata del piano di rimborso.

Mutuo Up di Banca Intesa – Consente di ottenere entro 12 mesi dalla stipula del contratto un finanziamento ulteriore fino al 10% in più della cifra erogata inizialmente, con le stesse condizioni di tasso. La cifra finanziata non dovrà comunque nel totale superare le percentuali prefissate da contratto, ossia fino al 95% del valore dell’immobile o fino al 100% se il richiedente ha meno di 35 anni.

S&P, nel prossimo biennio crescita zero dei prezzi delle case e rallentamento delle transazioni

In Italia un’economia debole terrà i prezzi bassi. A dirlo il rapporto S&P Global Ratings. Se in molti Paesi europei l’attività del mercato immobiliare residenziale continuerà a crescere nel 2017, grazie a tassi ancora molto favorevoli e alla ripresa economica in atto, nel nostro Paese si stima una crescita zero dei prezzi delle case per i prossimi due anni, a causa delle incertezze circa le prospettive economiche e politiche. Probabile anche un rallentamento delle transazioni, a partire dalla seconda parte dell’anno, a causa del lieve aumento dei tassi sui mutui.

Secondo le previsioni dagli analisti di S&P Global Ratings, si potrà osservare un aumento dei prezzi delle case nella maggior parte dei mercati europei, anche se con guadagni più lenti, a causa dell’aumento dell’inflazione e pressioni esterne sulla crescita. Il mercato immobiliare residenziale italiano, invece, risulta essere il più debole, con una crescita zero dei prezzi delle case per i prossimi due anni, a causa delle incertezze circa le prospettive economiche e politiche.

S&P Global Ratings
S&P Global Ratings

Il rapporto ha evidenziato che, anche se l’economia ha mostrato una certa capacità di recupero dopo il referendum di dicembre, rimangono notevoli incertezze in merito alle prospettive economiche e politiche, sul modo in cui il nuovo governo cerca di affrontare le questioni urgenti, come la crisi bancaria e le riforme elettorali. La tempistica sulla ricapitalizzazione di Monte dei Paschi non è del tutto chiaro, così come la prospettiva di nuove elezioni entro la fine dell’anno.

In questo contesto volatile, gli ultimi indicatori economici hanno dato segnali contrastanti. E le previsioni non parlano di un mercato immobiliare particolarmente forte. Nel 2016 si è assistito a una ripresa delle compravendite, ma i prezzi sono rimasti bassi. Per quest’anno gli analisti di S&P si attendono un andamento simile, con un rallentamento delle transazioni nella seconda parte del 2017 e nel 2018, a causa del lieve aumento che potrebbero subire i tassi di interesse, dopo aver toccato il minimo storico.

Legge di stabilità 2017: tutte le agevolazioni per la casa

Con uno sprint finale dovuto alle dimissioni dell’ex premier Matteo Renzi, a dicembre il Parlamento ha dato il via libero definitivo alla legge di stabilità per il 2017. La manovra economica del 2017, ormai divenuta legge, contiene delle importanti agevolazioni che interesseranno chi nel corso di quest’anno deciderà di acquistare, ristrutturare o mettere in sicurezza una casa. Vediamo quali sono le misure già esistenti che sono state prorogate e le novità.

Seconda casa in montagna: la situazione del mercato immobiliare in Valle D’Aosta, Piemonte, Trentino Alto-Adige e Veneto

Nella prima parte del 2016 il mercato immobiliare della seconda casa in montagna segnala ancora una leggera contrazione, registrando un -1,2% nei primi sei mesi del 2016. Ma le compravendite sembrano essere in ripresa ed è tornata la volontà di acquisto anche tra gli investitori. A dirlo l’analisi del nostro ufficio studi , che fotografa la situazione regione per regione.

Chi cerca la casa in montagna si orienta sempre su piccoli tagli in buono stato e difficilmente destina un budget superiore a 300 mila euro, a meno che non desideri acquistare una soluzione indipendente. Fondamentale la vicinanza alle piste e a zone servite. La panoramicità, così come un piccolo spazio esterno, sono elementi molto apprezzati soprattutto da chi poi utilizza l’abitazione anche d’estate.

Dall’analisi sociodemografica realizzata sulle varie compravendite emerge che l’acquirente tipo di casa vacanza in montagna ha un’età compresa tra 35 e 54 anni (72,4%) ed è coniugato (74,8%). Acquista prevalentemente bilocali (32,2%), seguiti dai trilocali (23,9%). Solo nel 22,6% dei casi fa mutuo.

Il mercato delle locazioni invernali è molto legato alle previsioni meteo e alla presenza della neve. Dopo un 2015 caratterizzato da poca neve, le prospettive per il 2016 sembrano migliori. Alcuni impianti a fine novembre erano già aperti (in Trentino e in Val d’Aosta)  e per questo è già iniziata la ricerca della casa in affitto per la stagione invernale.