Sospensione mutui prima casa per il coronavirus, si amplia la platea dei soggetti Le novità previste dal dl liquidità

Sospensione mutui prima casa per il coronavirus, si amplia la platea dei soggetti Le novità previste dal dl liquidità

Il dl liquidità, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alla sospensione dei mutui prima casa. Vediamo quanto disposto.

L’articolo 12 del decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, “Fondo solidarietà mutui prima casa, cd Fondo Gasparrini”, recita:

“1. Per lavoratori autonomi, ai sensi dell’articolo 54, comma 1, lettera a), del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, si intendono i soggetti di cui all’articolo 27, comma 1, del medesimo decreto legge n. 18 del 2020.

2. Per un periodo di nove mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, in deroga alla disciplina vigente, l’accesso ai benefici del Fondo di cui all’articolo 2, commi 475 e seguenti della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è ammesso anche nell’ipotesi di mutui in ammortamento da meno di un anno”.

Secondo quanto disposto dal dl liquidità, dunque, si è estesa la platea di chi può richiedere la spensione dei mutui prima casa. Via libera anche ad artigiani e ditte individuali. E via libera anche ai mutuatari più giovani.

Ricordiamo quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, “per un periodo di 9 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto legge, in deroga alla ordinaria disciplina del Fondo di cui all’articolo 2, commi da 475 a 480 della legge 244/2007:

a. l’ammissione ai benefici del Fondo è esteso ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 445/2000 di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus;

b. per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee).

Il comma 478, dell’articolo 2 della legge n. 244/2007 è sostituito dal seguente:
“478. Nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o finanziari, il Fondo istituito dal comma 475, su richiesta del mutuatario che intende avvalersi della facoltà prevista dal comma 476, presentata per il tramite dell’intermediario medesimo, provvede, al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione”.

Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’Economia e delle Finanze possono essere adottate le necessarie disposizioni di attuazione del presente articolo, nonché del comma 1 e dell’art. 26 del decreto legge n. 9/2020.

Per le finalità di cui sopra al Fondo di cui all’articolo 2, comma 475 della legge n. 244/2007 sono assegnati 400 milioni di euro per il 2020, da riversare sul conto di tesoreria di cui all’art. 8 del regolamento di cui al DM 132/2010.

Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.

Secondo le indicazioni del Mef sembravano esclusi proprio artigiani e ditte individuali, ma il dl liquidità ha di fatto esteso la possibilità di usufruire della sospensione dei mutui prima casa anche a queste categorie. Ma il dl liquidità dice anche dell’altro. E’ possibile accedere al Fondo anche nell’ipotesi di mutui in ammortamento da meno di un anno.

Decreto liquidità, il testo definitivo nel vademecum dell’Agenzia delle Entrate Le misure fiscali illustrate punto per punto

Il testo definitivo del decreto liquidità, che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, si può trovare nel vademecum dell’Agenzia delle Entrate realizzato per chiarite le diverse misure. Vediamo quanto specificato.

Il vademecum dell’Agenzia delle Entrate illustra le disposizioni contenute nel decreto legge n. 23 dell’8 aprile 2020, che ha previsto misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, interventi in materia di salute e lavoro e proroga di termini amministrativi e processuali.

DECRETO LIQUIDITÀ, SOSPENSIONE VERSAMENTI

Per quanto riguarda la sospensione dei versamenti per impresi e lavoratori autonomi con sede o domicilio nel territorio dello Stato (Articolo 18) il vedemecum dell’Agenzia delle Entrate ha spiegato che la misura nello specifico riguarda la sospensione dei versameni in autoliquidazione di ritenute alla fonte e trattenute relative all’addizionale regionale e comunale sui redditi da lavoro dipendente e assimilati e di Iva; la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria.

I soggetti interessati sono coloro che nei mesi di marzo e/o aprile 2020 hanno subito la diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% (se nell’anno precedente hanno prodotto ricavi e compensi non superiori a 50 milioni di euro) e coloro che nei mesi di marzo e/o aprile 2020 hanno subito la diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% (se nell’anno precedente hanno prodotto ricavi e compensi superiori a 50 milioni di euro).

DECRETO LIQUIDITÀ PER I PROFESSIONISTI

Per quanto riguarda la non effettuazione delle ritenute d’acconto su redditi di lavoro autonomo, altri redditi e provvigioni (Articolo 19), il vademecum dell’Agenzia delle Entrate ha spiegato che la misura riguarda i redditi di lavoro autonomo, altri redditi e provvigioni per rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento d’affari. Tutti redditi che non sono soggetti a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. La misura interessa i ricavi e compensi percepiti dal 17 marzo al 31 maggio 2020.

RIDUZIONE ACCONTI IRPEF, IRES E IRAP

Per quanto riguarda la riduzione degli acconti Irpef, Ires e Irap dovuti per l’anno 2020 (Articolo 20), il vademecum dell’Agenzia delle Entrate ha spiegato che la misura riguardatutti i soggetti passivi Irpef, Ires e Irap. Ad essere interessati sono gli acconti dovuti per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019. Non sono dovuti interessi e sanzioni nel caso in cui gli acconti Irpef, Ires e Irap versati con il cosidetto metodo previsionale, ossia in base all’imposta che si presume dovuta per il periodo successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, risultino almeno pari all’80% della somma effettivamente dovuta a titolo di acconto.

Per quanto riguarda la rimessione in termini per i versamenti in scadenza il 16 marzo 2020 (Articolo 21), il vademecum dell’Agenzia delle Entrate ha ricordato che la misura riguarda tutti i contribuenti. I versamenti in scadenza il 16 marzo 2020 sono considerati tempestivi se eseguiti entro il 16 aprile 2020.

Per quanto riguarda la proroga dei termini di consegna e trasmissione telematica della Certificazione Unica 2020 (Articolo 22), il vademecum dell’Agenzia delle Entrate spiega che per la tardiva trasmissione all’Agenzia delle Entrate della Cu 2020 non vengono applicate le sanzioni.

DECRETO LIQUIDITÀ PER LE IMPRESE

Per quanto riguarda la proroga della validità dei certificati di cui all’articolo 17-bis, comma 5, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (c.d. Durf) (Articolo 23), il vademecum dell’Agenzia delle Entrate spiega che i certidicati rilasciati alle imprese dall’Agenzia delle Entrate entro il 29 febbraio 2020, che esonerano dagli obblighi in materia di appalti di cui all’articolo 17-bis del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sono validi fino al 30 giugno 2020.

DECRETO LIQUIDITÀ, SOSPENSIONE TERMINI AGEVOLAZIONI PRIMA CASA

Per quanto riguarda la sospensione dei termini per ottenere i requisiti richiesti per le agevolazioni prima casa, il vademecum dell’Agenzia delle Entrate spiega che sono sospesi dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020 i termini per trasferire la residenza nel Comune in cui è ubicata l’abitazione acquistata; per acquistare un altro immobile da destinare a propria abitazione principale, nel caso di rivendita della prima casa entro 5 anni dall’acquisto; per rivendere la prima casa già posseduta, in caso di acquisto agevolato di una nuova abitazione; per acquistare una prima casa dopo aver alienato la precedente e ottenere un credito pari alle imposte pagate in occasione del precedente acquisto.

Per quanto riguarda l’assistenza fiscale a distanza per il modello 730 (Articolo 25), il vademecum dell’Agenzia delle Entrate spiega che i lavoratori dipenden9ti e assimilati possono inviare telematicamente ai CAF e ai professionisti abilitati la scansione o la foto della delega sottoscritta per l’accesso alla dichiarazione precompilata e la copia della documentazione necessaria per la compilazione della dichiarazione, unitamente alla copia di un proprio documento di identità.

Per quanto riguarda la semplificazione del versamento dell’imposta di bollo delle fatture elettroniche (Articolo 26), il vademecum dell’Agenzia delle Entrate spiega che il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche può essere effettuato: per le fatture emesse nel primo trimestre solare, se l’importo dovuto è inferiore a 250 euro, unitamente all’imposta dovuta per il secondo trimestre; per le fatture emesse nei primi due trimestri solari, se l’importo complessivamente dovuto è inferiore a 250 euro, unitamente all’imposta dovuta per il terzo trimestre.

CESSIONE GRATUITA FARMACI A USO COMPASSIONEVOLE

Per quanto riguarda la cessione gratuita dei farmaci a uso compassionevole (Articolo 27), il vademecum dell’Agenzia delle Entrate spiega che il valore normale dei farmaci ceduti non concorre alla formazione dei ricavi del soggetto cedente ai fini delle imposte dirette e che non opera la presunzione di cessione di cui all’articolo 1 del Dpr n. 441/1997 per le cessioni gratuite di farmaci.

Per quanto riguarda il credito d’imposta per le spese di sanificazione e di acquisto dei dispositivi di protezione e sicurezza (Articolo 30), il vademecum dell’Agenzia delle Entrate spiega che il credito d’imposta è pari al 50% delle spese sostenute nel 2020, fino a un massimo di 20.000 euro.

Come abbassare il canone di locazione per l’emergenza coronavirus

In piena crisi dovuta all’emergenza coronavirus è possibile trovarsi in difficoltà. Può accadere dunque che inquilini e proprietari raggiungano un accordo per abbassare il canone di locazione in questo particolare periodo. Vediamo come fare.

Vista l’emergenza coronavirus, per abbassare il canone di locazione, che sia di un immobile abitativo o a uso commerciale, inquilino e proprietario possono raggiungere un accordo e scambiarsi una scrittura privata che va a modificare il contratto di locazione in essere. Tale scrittura è subito efficace, la registrazione dell’atto può avvenire in un secondo momento.

Si ricorda infatti che, con la circolare n.8/E del 3 aprile 2020, in merito alla “sospensione versamenti dell’imposta di registro in sede di registrazione di un contratto di comodato o di locazione”, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato: “Si premette che a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 62, comma 1, del Decreto ‘sono sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020’. Pertanto, se il termine per effettuare la registrazione cade tra le date indicate, il contribuente può beneficiare della sospensione dei termini, con diritto di effettuare l’adempimento entro il 30 giugno 2020. Dato che in base all’articolo 16 del Testo Unico dell’imposta di Registro (TUR) approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 la liquidazione dell’imposta da parte dell’Ufficio è subordinata alla richiesta di registrazione, se il contribuente si avvale della sospensione e non richiede la registrazione, non si determina neanche il correlato obbligo di versamento. Coerentemente, deve ritenersi che se il contribuente si avvale della sospensione anche per la registrazione dei contratti di locazione di immobili non sia tenuto al relativo versamento dell’imposta. Se il contribuente, nonostante il beneficio della sospensione, chiede la registrazione dei contratti resta dovuto il relativo versamento dell’imposta. Il contribuente è tenuto altresì a effettuare i versamenti delle rate successive dell’imposta di registro dovuta per i contratti di locazione già registrati”.

Come funziona dunque l’accordo tra inquilino e proprietario per abbassare il canone di locazione? Come indicato da un articolo della Repubblica, l’accordo deve fare riferimento al contratto in essere, deve contenere i dati di locatore e inquilino, il canone annuale stabilito in principio, l’ammontare ridotto frutto dell’accordo, il periodo durante il quale l’inquilino verserà un importo ridotto, data e firma. L’accordo scritto può essere scambiato tramite posta elettronica.

Tale scrittura ha immediata efficacia tra le parti. La registrazione può essere effettuata in un secondo momento compilando il “Modello 69”, che può essere scaricato dal sito dell’Agenzia delle Entrate, con i dati del contratto di locazione e i codici di registrazione indicati nel modello “Rli”. Una volta terminata l’emergenza coronavirus, allegando l’accordo si dovrà inviare il tutto all’Ufficio nel quale era stata fatta la registrazione in origine.

Con un altro articolo, la Repubblica ricorda che per abbassare il canone di locazione è necessario raggiungere un accordo, non c’è una norma di legge che dispone la riduzione dell’affitto. Nel caso in cui “l’inquilino non è più in condizione di pagare l’affitto avendo perso il reddito può dare disdetta per giusta causa”, è però dovuto il pagamento del preavviso. Per quanto riguarda le imposte dovute sul reddito da locazione, in caso di riduzione del canone è necessario comunicare il nuovo importo.